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		<title>Difendersi dagli imenotteri pungenti: vespe e calabroni!</title>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 14:37:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gruppo Indaco</dc:creator>
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Con l’arrivo della stagione primaverile si intensificano le uscite e le attività ricreative all’aperto e torna puntualmente a diffondersi la preoccupazione per le punture d’insetto. Ogni anno numerose persone vengono punte da api, vespe e calabroni. Questi insetti, appartenenti alla famiglia degli Imenotteri,  quando pungono iniettano nella vittima una piccola quantità di veleno neurotossico. Nella &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.gruppoindaco.com/2012/05/difendersi-dagli-imenotteri-pungenti/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
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<p><img class="alignright  wp-image-1790" title="polistes gallicus" src="http://www.gruppoindaco.com/wp-content/uploads/2012/05/wasp_logo-300x246.jpg" alt="" width="194" height="159" />Con l’arrivo della stagione primaverile si intensificano le uscite e le attività ricreative all’aperto e torna puntualmente a diffondersi la preoccupazione per le punture d’insetto. Ogni anno numerose persone vengono punte da api, <a title="Vespe e calabroni" href="http://www.gruppoindaco.com/infestanti/vespe-e-calabroni/">vespe e calabroni</a>. Questi insetti, appartenenti alla famiglia degli Imenotteri,  quando pungono iniettano nella vittima una piccola quantità di veleno neurotossico. Nella maggior parte dei casi le punture si risolvono spontaneamente con arrossamento, gonfiore e bruciore locali che possono durare al massimo qualche ora. Alcuni soggetti possono invece sensibilizzarsi al veleno di questi insetti e sviluppare reazioni allergiche anche importanti. La prevalenza delle reazioni sistemiche da punture di imenotteri risulta compresa tra lo 0.4-0.8% della  popolazione pediatrica e il 5% della popolazione adulta; di queste ultime circa l’1% è di tipo anafilattico. Se vengono considerate anche le reazioni allergiche di tipo locale la percentuale arriva al 19%. Un intervallo tra due punture successive inferiore a due mesi, costituisce un fattore di rischio significativo per l’insorgenza di manifestazioni allergiche. Le reazioni più gravi si documentano prevalentemente in individui anziani poiché le condizioni cliniche generali, soprattutto cardiocircolatorie, influenzano negativamente la prognosi.</p>
<p><img class="alignleft  wp-image-1791" title="vespe intorno al favo" src="http://www.gruppoindaco.com/wp-content/uploads/2012/05/wasps-in-receding-fall-light-300x225.jpg" alt="" width="240" height="180" />In Italia gli imenotteri pungenti sono rappresentati dalle famiglie dei Vespidi (Vespula, Polistes e Calabrone) e degli Apidi (Ape e Bombo). Per evitare l’occasionale ingresso di questi insetti all’interno delle abitazioni è spesso sufficiente l’installazione di zanzariere alle finestre, provvedere a una accurata gestione dei rifiuti e degli alimenti, evitando l’abbandono incontrollato di sostanze organiche (in particolare zuccheri, carni, e altre sostanze proteiche) fortemente attrattive nei loro confronti. Vespe e calabroni (molto più raramente le api) possono però costruire i nidi (favi) in luoghi riparati, in prossimità o addirittura all’interno degli edifici stessi.</p>
<p>Contro <a title="Vespe e calabroni" href="http://www.gruppoindaco.com/infestanti/vespe-e-calabroni/">vespe e calabroni</a>, il metodo più idoneo per ottenere una soluzione definitiva è l’asportazione completa del nido, poiché insieme a esso vengono rimosse la regina, le larve e la maggior parte delle operaie. Questa operazione viene eseguita indossando gli idonei indumenti protettivi, e utilizzando insetticidi abbattenti in formulazione spray o schiuma contro gli individui in volo o sul nido, il quale viene successivamente asportato. Se invece il nido è nascosto in una cavità (intercapedine del muro, nel terreno, ecc.) individuato il foro d’entrata, si eroga l’insetticida abbattente all’interno e successivamente bisogna sigillare ogni passaggio comunicante con l’esterno. Eventuali operaie lontane dalla colonia al momento dell’intervento, possono continuare a frequentare le zone in cui era presente il favo, ma, una volta eliminata la regina, anche le vespe residue andranno incontro a una naturale estinzione nel giro di poche ore.<img class=" wp-image-1792 alignright" title="favo nel terreno" src="http://www.gruppoindaco.com/wp-content/uploads/2012/05/v3-300x244.jpg" alt="" width="192" height="156" /><strong><em></em></strong></p>
<p>Nel caso in cui si debba avere a che fare con le api, è da considerare che sono specie estremamente utili e protette dalla legge, pertanto, non possono essere soggette a trattamenti insetticidi e, inoltre, l’asportazione di un alveare è un’operazione che deve essere lasciata agli apicoltori in grado di operare senza arrecare danno né alle persone né allo sciame.</p>
<p><em><strong> DOWNLOAD:</strong></em></p>
<p><a href="http://www.raptus.it/download/vespe%20e%20calabroni%20consigli%20per%20la%20prevenzione.pdf"><img class="alignleft  wp-image-1794" title="vespe e calabroni: consigli per la prevenzione" src="http://www.gruppoindaco.com/wp-content/uploads/2012/05/d71-208x300.jpg" alt="" width="166" height="240" /></a><a href="http://www.raptus.it/PUNTURE%20DI%20INSETTO.pdf"><img class="alignleft  wp-image-1795" title="punture di insetto" src="http://www.gruppoindaco.com/wp-content/uploads/2012/05/d1-199x300.jpg" alt="" width="159" height="240" /></a></p>
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		<title>Il monitoraggio delle zanzare</title>
		<link>http://www.gruppoindaco.com/2012/04/il-monitoraggio-delle-zanzare/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Apr 2012 08:45:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gruppo Indaco</dc:creator>
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Disporre di un sistema di monitoraggio delle zanzare consente di rilevare tempestivamente ogni nuova infestazione, di attivare un piano di intervento sul territorio e di seguire l’evolversi delle infestazioni già in atto. Il monitoraggio delle zanzare permette di ottenere informazioni su presenza, distribuzione e quantità delle specie in una certa area e in un certo momento. A &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.gruppoindaco.com/2012/04/il-monitoraggio-delle-zanzare/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
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<p>Disporre di un sistema di <strong>monitoraggio delle zanzare</strong> consente di rilevare tempestivamente ogni nuova infestazione, di attivare un piano di intervento sul territorio e di seguire l’evolversi delle infestazioni già in atto.</p>
<p>Il monitoraggio delle zanzare permette di ottenere informazioni su presenza, distribuzione e quantità delle specie in una certa area e in un certo momento. A tale scopo vengono predisposti sistemi di controllo che si avvalgono di mezzi e tecniche differenti. Ad oggi, comunque, l’impiego delle <strong>ovitrappole</strong> risulta il sistema più pratico, economico e informativo.<img class="alignright size-full wp-image-1767" title="ovitrappola" src="http://www.gruppoindaco.com/wp-content/uploads/2012/04/ovitrappola1.jpg" alt="" width="200" height="200" /></p>
<p>L’ovitrappola è un contenitore di plastica scuro di 500 ml di capacità, contenente circa 350-400 ml di acqua. Al suo interno è posizionata verticalmente una bacchetta di <em>masonite</em> che fornisce alle femmine gravide delle zanzare, una superficie adeguata su cui deporre le uova, poco sopra la superficie dell’acqua. Le ovitrappole, identificate con un numero d’ordine progressivo, vengono posizionate sul territorio in siti idonei e in numero adeguato, allo scopo di avere un’informazione quanto più capillare possibile.</p>
<p><img class="alignleft  wp-image-1768" title="uova di zanzara" src="http://www.gruppoindaco.com/wp-content/uploads/2012/04/uova2-300x225.jpg" alt="" width="226" height="139" />Il posizionamento delle trappole viene geo-referenziato e il tutto gestito attraverso un sistema geografico informativo. Durante i controlli, che avvengono a cadenza settimanale, l’acqua dell’ovitrappola viene rinnovata e la bacchetta sostituita. In laboratorio, al microscopio ottico, vengono accertate la presenza e il numero delle uova deposte. Per valutare la distribuzione e l’abbondanza della specie in una data area, vengono considerati due parametri: la percentuale di trappole positive sul totale di quelle operanti e il numero medio di uova per trappola positiva.</p>
<p>I dati afferenti dal sistema di monitoraggio vengono inseriti in un database per poi essere analizzati insieme alle informazioni meteo (temperatura, pioggia), raccolte dalla stazione di rilevamento più vicina all’area di sorveglianza. Il dato analizzato in questo modo permette di seguire spazialmente e temporalmente le infestazioni in atto, pianificare azioni d’intervento e poi valutare l’efficacia dei <a title="Zanzare: controllo e disinfestazione" href="http://www.gruppoindaco.com/infestanti/zanzare/controllo-e-disinfestazione/" target="_blank">trattamenti di disinfestazione</a>.</p>
<p>Nella <strong>progettazione del sistema di monitoraggio</strong> viengono considerate una serie di azioni <img class="alignright  wp-image-1771" title="ovideposizione" src="http://www.gruppoindaco.com/wp-content/uploads/2012/04/mosquito-oviposition2-300x225.jpg" alt="zanzara tigre" width="279" height="207" />sequenziali:</p>
<ul>
<li>valutazione del numero rappresentativo di trappole per l’area interessata;</li>
<li>scelta dei siti per il posizionamento delle ovitrappole e collocamento delle stesse;</li>
<li>cadenza delle operazioni di controllo e manutenzione;</li>
<li>raccolta, elaborazione, valutazione e archiviazione di dati.</li>
</ul>
<p>Parallelamente al sistema di monitoraggio in aree dove le zanzare non risultano ancora segnalate, può essere predisposto un <strong>sistema di</strong> <strong>ricerca attiva</strong>. L’attuazione di questo metodo avviene laddove la presenza delle zanzare è probabile, sia per l’esistenza di siti a rischio (depositi di copertoni, autodemolitori, vivai, ecc.), sia per la vicinanza ad aree già infestate. Oltre al posizionamento di ovitrappole, la ricerca attiva prevede:</p>
<ul>
<li><strong>individuazione e schedatura di tutti i potenziali focolai presenti di una data area;</strong><strong></strong></li>
<li><strong>ispezione periodica dei focolai larvali censiti;</strong><strong> </strong><strong></strong></li>
<li><strong>verifica del rispetto delle norme igienico-sanitarie da parte dei gestori delle attività a rischio;</strong><strong></strong></li>
<li><strong>interviste alla popolazione da parte di personale qualificato che dà indicazioni utili sia sullo stato dell’infestazione in atto, sia sulle misure preventive più semplici da adottare per difendersi dalle zanzare.</strong></li>
</ul>
<p><em><strong>DOWNLOAD:</strong></em></p>
<p><a href="http://www.raptus.it/download/zanzara%20tigre.pdf"><img class="alignleft size-medium wp-image-1272" title="Linee guida per il controllo della zanzara tigre" src="http://www.gruppoindaco.com/wp-content/uploads/2011/05/d13-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a><a href="http://www.raptus.it/CHIKUNGUNYA.pdf"><img class="alignleft size-medium wp-image-1268" title="chikungunya il virus trasmesso dalla zanzara tigre" src="http://www.gruppoindaco.com/wp-content/uploads/2011/05/d2-195x300.jpg" alt="" width="195" height="300" /></a></p>
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		<title>Un efficace controllo delle formiche infestanti</title>
		<link>http://www.gruppoindaco.com/2012/03/un-efficace-controllo-delle-formiche-infestanti/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Mar 2012 10:39:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gruppo Indaco</dc:creator>
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Le formiche sono insetti presenti prevalentemente in campagna e nelle zone boschive ma diverse specie sono da tempo considerate infestanti dell’ambiente urbano, dell’ambiente domestico e delle industrie alimentari. Si tratta di insetti sociali, cioè che vivono in colonie organizzate dove ogni individuo ha un proprio ruolo geneticamente ben definito. Le colonie sono notevolmente stabili e &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.gruppoindaco.com/2012/03/un-efficace-controllo-delle-formiche-infestanti/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
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<p><img class="size-medium wp-image-1755 alignleft" title="formiche su patatina" src="http://www.gruppoindaco.com/wp-content/uploads/2012/02/ants-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" />Le <a title="Formiche" href="http://www.gruppoindaco.com/infestanti/formiche/">formiche</a> sono insetti presenti prevalentemente in campagna e nelle zone boschive ma diverse specie sono da tempo considerate infestanti dell’ambiente urbano, dell’ambiente domestico e delle industrie alimentari. Si tratta di insetti sociali, cioè che vivono in colonie organizzate dove ogni individuo ha un proprio ruolo geneticamente ben definito. Le colonie sono notevolmente stabili e di lunga durata. La regina vive per parecchi anni e le operaie assicurano che nuove regine vengano allevate quando necessario per garantire la continuità della colonia.</p>
<p>La dannosità di questi insetti è connessa alla possibile veicolazione di microrganismi patogeni (<em>Pseudomonas</em>, <em>Staphylococcus</em>, <em>Salmonella</em>, <em>Clostridium</em>, ecc.) sugli alimenti, evenienza dovuta dal fatto che le <a title="Informazioni generali sulle formiche" href="http://www.gruppoindaco.com/infestanti/formiche/informazioni/">formiche</a>, perlustrando il terreno, i pavimenti e i materiali organici che incontrano sul loro cammino, possono raccogliere accidentalmente microrganismi, con le zampe o le parti boccali, che poi vengono depositati sui nostri alimenti o sulle superfici di lavorazione.</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-1759" title="esca formiche" src="http://www.gruppoindaco.com/wp-content/uploads/2012/02/imagesCAXFJMFD.jpg" alt="" width="275" height="183" />Il riconoscimento delle specie infestanti, occhio critico e costanza sono tre buone qualità che occorrono per ottenere un controllo efficace delle formiche. Diventa fondamentale fare ricorso alla <strong>prevenzione</strong> al fine di evitare l’insorgenza delle condizioni idonee all’infestazione, attraverso la chiusura di interstizi, fessurazioni, crepe, pulizia, eliminazione di detriti e di ogni fonte di cibo appetibile. Un efficace e garantito controllo si ottiene mediante<strong> individuazione ed eliminazione del nido</strong> (formicaio), poiché i trattamenti abbattenti contro le operaie durante gli spostamenti riducono solo temporaneamente la popolazione di <a title="Formiche" href="http://www.gruppoindaco.com/infestanti/formiche/">formiche</a>. Qualora l’infestazione sia originata all’interno di un edificio, è necessario ispezionare con cura l’ambiente per verificare le vie percorse dalle operaie, individuando i punti di maggiore passaggio. Poiché in questo caso molto utile si rivela l’impiego di <strong>esche alimentari attivate</strong>, in granuli o in gel, le quali, non esplicando immediatamente la propria azione tossica, consentono alle operaie di introdurle nel nido fino ad arrivare alle regine e alle larve, che se ne nutrono, con la conseguente eliminazione dell&#8217;intera colonia.</p>
<p><em><strong>SPECIE PIU&#8217; COMUNI</strong></em></p>

<div class="ngg-imagebrowser" id="ngg-imagebrowser-10-1752">

	<h3>Lasius niger (formica nera)</h3>

	<div class="pic">
<a href="http://www.gruppoindaco.com/wp-content/gallery/formiche/lasius_niger.jpg" title="Originario del Regno Unito entra senza problemi negli edifici in cerca di cibo." class="shutterset_formiche">
	<img alt="Lasius niger (formica nera)" src="http://www.gruppoindaco.com/wp-content/gallery/formiche/lasius_niger.jpg"/>
</a>
</div>
	<div class="ngg-imagebrowser-nav"> 
		<div class="back">
			<a class="ngg-browser-prev" id="ngg-prev-96" href="http://www.gruppoindaco.com/2012/03/un-efficace-controllo-delle-formiche-infestanti/?pid=96">&#9668; Back</a>
		</div>
		<div class="next">
			<a class="ngg-browser-next" id="ngg-next-94" href="http://www.gruppoindaco.com/2012/03/un-efficace-controllo-delle-formiche-infestanti/?pid=94">Next &#9658;</a>
		</div>
		<div class="counter">Picture 1 of 4</div>
		<div class="ngg-imagebrowser-desc"><p>Originario del Regno Unito entra senza problemi negli edifici in cerca di cibo.</p></div>
	</div>	

</div>	


<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Pipistrelli nella storia: come ausiliari per lotta alle zanzare</title>
		<link>http://www.gruppoindaco.com/2012/02/pipistrelli-nella-storia-come-ausiliari-per-lotta-alle-zanzare/</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 08:24:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gruppo Indaco</dc:creator>
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Negli ultimi anni in Italia si sente sempre più frequentemente parlare di pipistrelli sterminatori di zanzare e di metodi per incentivarne l’azione. I mezzi di informazione danno ampio risalto alla possibilità di impiego di rifugi ad hoc e numerosi cittadini e amministrazioni locali hanno deciso di aderire a questi progetti. Ma è proprio vero che &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.gruppoindaco.com/2012/02/pipistrelli-nella-storia-come-ausiliari-per-lotta-alle-zanzare/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
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<p>Negli ultimi anni in Italia si sente sempre più frequentemente parlare di pipistrelli sterminatori di zanzare e di metodi per incentivarne l’azione. I mezzi di informazione danno ampio risalto alla possibilità di impiego di rifugi ad hoc e numerosi cittadini e amministrazioni locali hanno deciso di aderire a questi progetti.<img class="alignright  wp-image-1747" title="bat-tower" src="http://www.gruppoindaco.com/wp-content/uploads/2012/02/bat-tower-199x300.jpg" alt="" width="223" height="319" /></p>
<p><em>Ma è proprio vero che i pipistrelli sono dei grandi predatori di zanzare? </em></p>
<p><em>Che informazioni scientifiche abbiamo sull’argomento? </em></p>
<p>Vediamo di fare un po’ di chiarezza sulla questione.</p>
<p>Già nella Roma antica nel Liber X dell’<em>Naturalis Historia </em>di Plinio si parlava di <a title="Informazioni generali sulle zanzare" href="http://www.gruppoindaco.com/infestanti/zanzare/informazioni/" target="_blank">zanzare </a>e <a title="Chiro hotel" href="http://www.gruppoindaco.com/prodotti/chirohotel/" target="_blank">pipistrelli </a>(“<strong>in cibatu culices gratissimi</strong>”), ma le prime prove di utilizzo dei Chirotteri contro le zanzare risalgo all’inizio del secolo scorso, periodo in cu Charles A.R. Campbell fece costruire sulle sponde del lago Mitchell in Texas le <em><strong>Bat-Towers</strong></em>, enormi costruzioni in legno, alte decine di metri, che dovevano favorire l’insediamento dei pipistrelli (<em>Nyctinomus mexicanus</em>) al fine di eliminare il problema della malaria in quell’area.</p>
<p>Le notizie sugli esperimenti di Campbell arrivarono in quegli anni anche in Italia e suscitarono forte interesse nel generale dell’Aeronautica Giovanni Battista Marieni, il quale, dovendo fronteggiare il problema delle febbri malariche nelle zone di addestramento delle truppe, iniziò una fitta corrispondenza con Campbell e si convinse che il metodo migliore e naturale per eliminare le zanzare era quello di utilizzare i pipistrelli. Studiò e costruì i <a title="Chiro hotel" href="http://www.gruppoindaco.com/prodotti/chirohotel/" target="_blank">pipistrellai </a>basandosi sullo schema del ricercatore americano.</p>
<p><img class="alignleft  wp-image-1746" title="pipistrelli" src="http://www.gruppoindaco.com/wp-content/uploads/2012/02/cute-bats1-300x197.jpg" alt="" width="231" height="170" />Prendiamo in esame il caso della Sardegna, che è stata, per circa 2.500 anni una delle terre dell’area mediterranea, più colpita dall’infezione malarica. L’area dell’isola nella quale, più che altrove, la malattia regnava sovrana, soprattutto nella forma “perniciosa”, era l’oristanese, dove maggiore era la concentrazione di stagni, paludi e acquitrini. La pessima considerazione di cui Oristano godeva, le valse la nomea di “tomba del forestiero”. Infatti, la mortalità tra i non sardi che erano costretti a soggiornare in città era elevatissima. La lotta antimalarica, intrapresa sin dagli inizi del secolo scorso, si incentrò soprattutto nella bonifica idraulica sia dello stagno di Sassu (il più grande dell’isola, circa 2.400 ettari), sia di una serie di più piccoli impaludamenti (circa 220, per altri 870 ettari). Questa località era il regno incontrastato di <em>Anopheles labranchiae</em>, vettore primario di malaria.</p>
<p>La Società Bonifiche Sarde (SBS) accolse la proposta, avanzata dal generale Giovanni Marieni, di adottare i cosiddetti “protettori antimalarici” cioè i “<a title="Chiro hotel" href="http://www.gruppoindaco.com/prodotti/chirohotel/" target="_blank">pipistrellai</a>”, torri di legno in grado di ospitare fino a 50.000 pipistrelli da utilizzare nel controllo delle zanzare. Il 6 novembre 1925, alla presenza di un tecnico della SBS e del fiduciario del generale Marieni, fu collaudato il primo pipistrellaio (successivamente ne furono installati altri quattro).</p>
<p>Tale primo impianto, sul quale era stata apposta una targa, che riportava la seguente scritta:</p>
<p>“<strong>Questa è una <a title="Chiro hotel" href="http://www.gruppoindaco.com/prodotti/chirohotel/" target="_blank">casa per i pipistrelli</a>;  i pipistrelli sono i migliori amici dell’uomo perché mangiano le zanzare malariche. Proteggendo i pipistrelli proteggete voi stessi. Non disturbate quindi in alcuna maniera i pipistrelli e la loro casa</strong>.”<a href="http://www.gruppoindaco.com/prodotti/chirohotel/"><img class="alignright size-medium wp-image-1701" title="chiro hotel" src="http://www.gruppoindaco.com/wp-content/uploads/2011/07/DSC6341-283x300.jpg" alt="" width="283" height="300" /></a></p>
<p>A detta del generale, il sistema che egli propugnava era superiore a tutti gli altri (cioè alla bonifica idraulica e ai trattamenti antimalarici) fino allora impiegati e anzi “era l ’unico capace di combattere la malaria, poiché ha dato risultati positivi in America, dove furono allevati un gran numero di pipistrelli comuni”.</p>
<p>Continuando, il generale afferma: <strong>Gli studi e le esperienze dal 1900 a oggi hanno pienamente dimostrato che il pipistrello è un animale carnivoro ed è ghiotto di zanzare malariche  perché si nutrono di sangue. Il 50% del suo nutrimento è dato dalle zanzare, distruggendone esso più di 500 al giorno</strong>”.</p>
<p>Senza dubbio la strada per contenere le zanzare in maniera completamente ecologica è lunga e difficile, ma tutelare i pipistrelli e gli altri animali insettivori rappresenta un primo passo per arrivare a questo traguardo.</p>
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		<title>La zecca del piccione: rischi per la salute umana</title>
		<link>http://www.gruppoindaco.com/2012/01/la-zecca-del-piccione-rischi-per-la-salute-umana/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 10:30:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gruppo Indaco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Danni e patologie]]></category>
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La massiva presenza dei piccioni  nelle aree urbane non solo è fonte di importanti danni estetici quali, degrado di piazze, chiese, statue e palazzi, ma crea sempre più spesso gravi problemi igienico-sanitari. Il piccione, infatti, può veicolare numerosi agenti patogeni ed essere a sua volta infestato da vari ectoparassiti. Fra questi, Argas reflexus (Acari: Argasidae), &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.gruppoindaco.com/2012/01/la-zecca-del-piccione-rischi-per-la-salute-umana/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
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<p>La massiva presenza dei piccioni  nelle aree urbane non solo è fonte di importanti danni estetici quali, degrado di piazze, chiese, statue e palazzi, ma crea sempre più spesso gravi problemi igienico-sanitari. Il piccione, infatti, può veicolare numerosi agenti patogeni ed essere a sua volta infestato da vari ectoparassiti. Fra questi, <em>Argas reflexus</em> (Acari: Argasidae), meglio nota come la zecca del piccione, è senz’altro il parassita più importante dal punto di vista della salute umana.<img class="alignright  wp-image-1689" title="Argas reflexus" src="http://www.gruppoindaco.com/wp-content/uploads/2012/01/zeccap-300x225.jpg" alt="zecca del piccione" width="256" height="175" /></p>
<p>La zecca del piccione di giorno si nasconde nelle vicinanze dell’ospite, e di notte si nutre su di esso. Mentre il pasto di sangue di ninfe e adulti è molto rapido (20-30 min.) e abbondante, quello delle larve può durare molti giorni (fino a 11). La femmina dopo l’ovideposizione non muore ma è pronta per compiere un altro pasto di sangue.</p>
<p>È tipica degli ambienti domestici e rurali, dove è elevata la presenza dei piccioni e, quando rimane priva dell’ospite per lungo tempo o è presente in numero elevato, spesso invade le abitazioni e attacca l’uomo provocandogli talvolta danni molto gravi.</p>
<p><img class="alignleft  wp-image-1690" title="puntura di zecca del piccione" src="http://www.gruppoindaco.com/wp-content/uploads/2012/01/F1_large-300x225.jpg" alt="" width="229" height="170" />La zecca del piccione svolge un importante ruolo nella trasmissione di agenti patogeni sia nel piccione che nell’uomo. Per quanto riguarda quest’ultimo, sono sempre più frequenti le segnalazioni di aggressioni, specialmente in prossimità di luoghi un tempo occupati dai piccioni. Nell’uomo, la puntura di questo acaro può dare origine a patologie cutanee, dovute all’immissione di tossine secrete con la saliva, durante il pasto di sangue. La puntura può provocare lesioni cutanee e manifestazioni respiratorie, gastrointestinali e cardiocircolatorie fino allo shock anafilattico.</p>
<p>La capacità di Argas reflexus di penetrare in ambienti ristretti, il suo alto grado di sopravvivenza e altri importanti fattori morfologici, fisiologici e comportamentali, rendono il controllo di questa zecca estremamente complesso. Rivestono una particolare importanza le misure preventive atte a debellare, o perlomeno ridurre, la sua presenza nelle città.<img class="alignright  wp-image-1691" title="nido piccione" src="http://www.gruppoindaco.com/wp-content/uploads/2012/01/zeccapicc1-300x256.jpg" alt="" width="211" height="190" /></p>
<p>Tali misure di prevenzione si concretizzano nel <a title="Sistemi di dissuasione" href="http://www.gruppoindaco.com/infestanti/piccioni-e-volatili/sistemi-di-dissuasione/">controllo delle popolazioni di piccioni</a>. È necessario che nelle città vengano eliminati i siti di riposo e di nidificazione dei piccioni e che si limiti la distribuzione di cibo ad essi. Un’adeguata informazione ai cittadini sui rischi sanitari derivanti dalla presenza del piccione nei luoghi abitati, risulta essere molto utile per ridurne il numero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il monitoraggio degli infestanti nelle attività alimentari secondo la norma UNI 11381:2010</title>
		<link>http://www.gruppoindaco.com/2011/12/il-monitoraggio-degli-infestanti-nelle-attivita-alimentari-secondo-la-norma-uni-113812010/</link>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 17:40:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gruppo Indaco</dc:creator>
				<category><![CDATA[HACCP]]></category>
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La norma UNI 11381:2010 definisce il metodo per progettare e realizzare sistemi di monitoraggio degli infestanti negli ambienti delle attività alimentari al fine di predisporre la documentazione per la sua successiva valutazione e conseguentemente poter intraprendere opportune azioni e strategie di lotta agli infestanti in qualsiasi fase della filiera alimentare, importazione compresa, a partire dalla &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.gruppoindaco.com/2011/12/il-monitoraggio-degli-infestanti-nelle-attivita-alimentari-secondo-la-norma-uni-113812010/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
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<p><img class="size-medium wp-image-1580 alignright" title="food industry" src="http://www.gruppoindaco.com/wp-content/uploads/2011/12/food-industry-300x200.jpg" alt="" width="247" height="168" /></p>
<p>La norma UNI 11381:2010 definisce il metodo per progettare e realizzare sistemi di monitoraggio degli infestanti negli ambienti delle attività alimentari al fine di predisporre la documentazione per la sua successiva valutazione e conseguentemente poter intraprendere opportune azioni e strategie di lotta agli infestanti in qualsiasi fase della filiera alimentare, importazione compresa, a partire dalla produzione primaria di un alimento, fino alla conservazione, al trasporto, alla vendita o distribuzione al consumatore finale.</p>
<p>Il nostro piano di<a title="Monitoraggio Infestanti" href="http://www.gruppoindaco.com/trattamenti/monitoraggio-infestanti/"> monitoraggio degli infestanti </a>è in linea con la norma e prevede il posizionamento di specifiche postazioni negli ambienti delle attività dove si attuano le fasi della produzione, trasformazione, e distribuzione degli alimenti. Successivamente, si procede alla ispezione delle postazioni con frequenza regolare al fine di raccogliere e registrare i dati di monitoraggio.</p>
<p><strong>Progettazione del sistema di monitoraggio</strong></p>
<p>Negli ambienti da sottoporre a monitoraggio, vengono preliminarmente individuati gli alimenti presenti, le attività svolte e i punti critici da prendere in considerazione. Da questa determinazione e dagli elementi di seguito elencati scaturisce il piano di monitoraggio.</p>
<ul>
<li>in relazione agli alimenti presenti, si prevede il monitoraggio di tutti gli infestanti per i quali sussiste un rischio di infestazione e sia disponibile una postazione;</li>
<li>per il posizionamento delle postazioni si privilegiano i punti critici degli ambienti;</li>
<li>le postazioni vengono collocate in modo tale da assicurare una buona copertura degli ambienti in relazione alla capacità attrattiva;</li>
<li>il tipo e il posizionamento delle postazioni viene riportato su idonea planimetria.</li>
</ul>
<p><strong>Monitoraggio in relazione alla specie infestante</strong></p>
<p><strong><em>Tignole e altri lepidotteri</em></strong>: per ciascun ambiente viene prevista la installazione di <a title="Trappole elettro-insetticide a luce UV" href="http://www.gruppoindaco.com/prodotti/trappole-elettro-insetticide-a-luve-uv/">trappole uv </a>oppure <a title="Monitoraggio insetti derrate alimentari e piante" href="http://www.gruppoindaco.com/trattamenti/monitoraggio-infestanti/insetti-derrate-alimentari-e-piante/">trappole a feromoni</a> specifiche per ciascuna specie o per gruppi di insetti richiamati dallo stesso attrattivo.</p>
<p><strong><em>Coleotteri</em></strong>: per il loro monitoraggio degli ambienti è prevista la installazione di <a title="Trappole elettro-insetticide a luce UV" href="http://www.gruppoindaco.com/prodotti/trappole-elettro-insetticide-a-luve-uv/">trappole uv</a> oppure <a title="Monitoraggio insetti derrate alimentari e piante" href="http://www.gruppoindaco.com/trattamenti/monitoraggio-infestanti/insetti-derrate-alimentari-e-piante/">trappole a feromoni </a>vicino ai punti critici e dove sia prevedibile la loro presenza.</p>
<p><strong><em>Mosche e altri insetti volanti</em></strong>: la sistemazione delle trappole uv viene effettuata all’interno o all’esterno degli ambienti, in relazione alla tipologia e alle specifiche del fabbricante. Il numero di <a title="Trappole elettro-insetticide a luce UV" href="http://www.gruppoindaco.com/prodotti/trappole-elettro-insetticide-a-luve-uv/">trappole uv </a>da posizionare è variabile in funzione delle caratteristiche di attrattività delle stesse e comunque entro ciascun ambiente deve essere prevista la installazione di almeno 2 trappole uv.</p>
<p><strong><em>Blatte e altri insetti striscianti</em></strong>: per ciascun ambiente è previsto il posizionamento di <a title="Monitoraggio blatte" href="http://www.gruppoindaco.com/trattamenti/monitoraggio-infestanti/blatte/">trappole collanti </a>nei luoghi più favorevoli allo sviluppo di questo insetto o nei quali sia prevedibile la loro presenza.</p>
<p><strong><em>Topi e ratti</em></strong>: negli ambienti non produttivi (aree esterne, aree rifiuti, aree di carico/scarico merci, magazzini, ecc.) si procede alla installazione di <a title="Monitoraggio roditori" href="http://www.gruppoindaco.com/trattamenti/monitoraggio-infestanti/roditori/">erogatori d’esca </a>in robusto materiale plastico, in numero sufficiente a garantire la copertura delle zone interessate e l&#8217;efficacia dei trattamenti. Al loro interno verranno posizionate esche rodenticide. L’esca, inserita nel vano di alloggio dell’erogatore, si ancora perfettamente ad esso impedendone la fuoriuscita accidentale. L’esca può essere solo consumata all’interno dell’erogatore e non può essere dispersa.</p>
<p><strong>Per la realizzazione del monitoraggio, le ispezioni rispettano i seguenti criteri:</strong></p>
<ul>
<li>Ogni 30 giorni si deve effettuare almeno un’ispezione degli ambienti attraverso la conta degli insetti catturati nelle trappole e/o la rilevazione dei consumi d&#8217;esca, con l’ausilio di specifiche liste di controllo nelle quali si riportano in dettaglio le osservazioni raccolte.</li>
<li>Le ispezioni vanno eseguite con maggiore frequenza qualora vi siano condizioni ambientali particolarmente favorevoli allo sviluppo degli infestanti.</li>
<li>Durante l’ispezione viene raccolto nel dettaglio qualsiasi dato di cattura e/o osservazioni tecniche in merito alle carenze igieniche e/o strutturali osservate.</li>
<li>Le trappole e gli attrattivi vengono mantenuti in condizioni di massima efficienza, ripristinando superfici collanti o sostituendo feromoni e attrattivi secondo le cadenze indicate.</li>
</ul>
<p><strong>Documentazione e verifica</strong></p>
<p><strong> </strong>La documentazione relativa al sistema di monitoraggio riporta i seguenti elementi:</p>
<ul>
<li>le specie di infestanti sottoposte a monitoraggio all’interno degli ambienti;</li>
<li>a quale specie di infestante è destinata ciascuna postazione;</li>
<li>il numero e la tipologia delle postazioni installate e il tipo di attrattivo utilizzato;</li>
<li>la data di collocazione della trappola negli ambienti e la data di sostituzione dell’attrattivo;</li>
<li>la mappatura delle postazioni riportate su planimetria sulla quale vengono riportati i punti di collocazione delle postazioni e la numerazione di ciascuna di esse;</li>
<li>i dati raccolti durante ciascuna ispezione relativi a catture e/o consumi d’esca;</li>
<li>periodiche elaborazioni dei dati di monitoraggio raccolti durante ciascuna ispezione al fine di osservare graficamente la presenza degli infestanti di ciascun ambiente e il loro andamento nel tempo; <strong></strong></li>
<li>l’utilizzo e l’affissione di cartelli segnalatori che evidenziano la posizione della postazione e riportano la numerazione che corrisponde a quella indicata nella planimetria e nella scheda utilizzata per le ispezioni;</li>
<li>la descrizione delle non conformità rilevate;</li>
<li>l’ azione correttiva intrapresa per gestire la non conformità relativamente all’attuazione del sistema di monitoraggio;</li>
<li>il nominativo della persona che ha effettuato ciascuna ispezione.</li>
<li>per ogni postazione, prodotto, attrattivo, sono disponibili le schede tecniche e/o di sicurezza.</li>
</ul>
<p>Il sistema di monitoraggio viene sottoposto a verifica a intervalli appropriati, o ogni qualvolta siano modificati gli obiettivi. In base alla verifica, vengono adottate le opportune azioni correttive.</p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-1581" title="blattella germanica" src="http://www.gruppoindaco.com/wp-content/uploads/2011/12/German_cockroach-SPL.jpg" alt="" width="256" height="145" />“<em>La lotta agli infestanti è complessa e richiede strategie accettabili sia sotto il profilo economico, sia per la salute del consumatore. Da parecchi anni si utilizzano diversi sistemi di monitoraggio che permettono di rilevare la presenza degli infestanti negli ambienti e l’andamento delle popolazioni nel tempo. La loro armonizzazione può consentire un omogeneo utilizzo di dati e di informazioni ai fini della prevenzione, del controllo e della lotta agli infestanti</em>” </strong>(estratto da Introduzione Norma UNI 11381:2010).</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Problematiche relative alla sovrappopolazione dei piccioni</title>
		<link>http://www.gruppoindaco.com/2011/10/problematiche-relative-alla-sovrappopolazione-dei-piccioni/</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Oct 2011 15:34:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gruppo Indaco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Piccioni]]></category>
		<category><![CDATA[piccioni dissuasori volatili allontanamento piccione guano bonifica infestazione]]></category>

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I processi di urbanizzazione e industrializzazione provocano evidenti modificazioni ambientali che condizionano il comportamento di numerose specie animali. In modo particolare nei centri urbani si sono create situazioni microclimatiche che hanno favorito l&#8217;insediamento di numerose colonie di piccioni. Le migliori condizioni di vita permettono al piccione un aumento dell&#8217;attività riproduttiva con conseguente aumento numerico della popolazione. &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.gruppoindaco.com/2011/10/problematiche-relative-alla-sovrappopolazione-dei-piccioni/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
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<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1401" title="piccioni" src="http://www.gruppoindaco.com/wp-content/uploads/2011/10/pigeons-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />I processi di urbanizzazione e industrializzazione provocano evidenti modificazioni ambientali che condizionano il comportamento di numerose specie animali. In modo particolare nei centri urbani si sono create situazioni microclimatiche che hanno favorito l&#8217;insediamento di numerose colonie di <a title="Piccioni" href="http://www.gruppoindaco.com/infestanti/piccioni-e-volatili/">piccioni</a>. Le migliori condizioni di vita permettono al piccione un aumento dell&#8217;attività riproduttiva con conseguente aumento numerico della popolazione.</p>
<p>La massiccia colonizzazione ormai non interessa solo il centro storico delle nostre città ma anche la periferia e le zone industriali. Lo sviluppo numerico incontrollato di colonie di piccioni nelle aree urbane comporta notevoli disagi per i cittadini, mette a rischio l&#8217;integrità del patrimonio edilizio e monumentale delle città e crea problemi igienico-sanitari per l&#8217;uomo e gli animali domestici.</p>
<p><strong><em>Il gruppo Indaco per l&#8217;allontanamento di piccioni e altri volatili molesti, utilizza la seguente procedura operativa<a href="http://www.gruppoindaco.com/wp-content/uploads/2011/10/dissuasore-piccioni-sistema-rete1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1336" title="dissuasore piccioni sistema rete" src="http://www.gruppoindaco.com/wp-content/uploads/2011/10/dissuasore-piccioni-sistema-rete1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></em></strong></p>
<ul>
<li>La prima fase di ogni strategia di allontanamento volatili consiste sempre nella stesura di un piano di lavoro.</li>
<li>Si pianifica la strategia migliore tenendo in considerazione le caratteristiche dell&#8217;edificio da proteggere, che sarà attentamente esaminato tenendo in considerazione quali sono le parti &#8220;predilette&#8221; dai piccioni.</li>
<li>Tramite un monitoraggio ambientale, bisognerà considerare il numero dei piccioni che infestano l&#8217;edificio preso in considerazione, così da valutare il tipo di pressione da adottare.</li>
<li>Il passo successivo consiste nel ripristino delle condizioni iniziali di igiene attraverso la <a title="Bonifica aree infestate" href="http://www.gruppoindaco.com/infestanti/piccioni-e-volatili/bonifica-aree-infestate/">bonifica </a>del degrado generato dalla colonizzazione dei piccioni. L&#8217;intervento consiste nell&#8217;asportazione del guano e nella <a title="Disinfestazione" href="http://www.gruppoindaco.com/trattamenti/disinfestazione/">disinfestazione</a> e  <a title="Disinfezione" href="http://www.gruppoindaco.com/trattamenti/disinfezione/">disinfezione</a> accurata di tutte le superfici.</li>
<li>Dopo gli interventi di ripristino, si passa all&#8217;installazione di <a title="Sistemi di dissuasione" href="http://www.gruppoindaco.com/infestanti/piccioni-e-volatili/sistemi-di-dissuasione/">sistemi di dissuasione </a>finalizzati a evitare il ritorno dei volatili allontanati in precedenza. Si tratta di sistemi flessibili, ovvero adattabili alle caratteristiche della parte dell&#8217;edificio sulla quale sono collocati.</li>
<li>Al termine delle operazioni di installazione dei <a title="Sistemi di dissuasione" href="http://www.gruppoindaco.com/infestanti/piccioni-e-volatili/sistemi-di-dissuasione/">sistemi di dissuasione </a>c&#8217;è il collaudo degli stessi. Si tratta di verificarne la solidità del fissaggio e il corretto funzionamento.</li>
</ul>
<p style="text-align: right;">
<div id="attachment_1273" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://www.raptus.it/download/PICCIONE%20DI%20CITT%20-%20Problematiche%20igienico-sanitarie%20correlate.pdf"><img class="size-thumbnail wp-image-1273" title="Il piccione di città: problematiche igienico-sanitarie correlate" src="http://www.gruppoindaco.com/wp-content/uploads/2011/05/d5-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Il piccione di città: problematiche igienico-sanitarie correlate</p></div>
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		<title>Prevenzione della cimice dei letti con i coprimaterassi anti-cimice</title>
		<link>http://www.gruppoindaco.com/2011/09/prevenzione-della-cimice-dei-letto-con-i-coprimaterassi-anti-cimice/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Sep 2011 15:16:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gruppo Indaco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cimici dei letti]]></category>
		<category><![CDATA[Infestanti]]></category>
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La cimice dei letti è probabilmente uno degli insetti che vive da più tempo con l’uomo, ed è sempre stato associato alla miseria umana. La cimice dei letti, fino ad ora, non è stata individuata come vettore di malattie, nel peggiore dei casi le sue punture possono provocare forti irritazioni della pelle in alcune persone. &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.gruppoindaco.com/2011/09/prevenzione-della-cimice-dei-letto-con-i-coprimaterassi-anti-cimice/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
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<p><img class="alignleft size-full wp-image-92" title="cimice" src="http://www.gruppoindaco.com/wp-content/uploads/2011/05/cimici.jpg" alt="" width="135" height="87" />La <a title="Informazioni generali sulle cimici dei letti" href="http://www.gruppoindaco.com/infestanti/cimici/informazioni/">cimice dei letti </a>è probabilmente uno degli insetti che vive da più tempo con l’uomo, ed è sempre stato associato alla miseria umana. La cimice dei letti, fino ad ora, non è stata individuata come vettore di malattie, nel peggiore dei casi le sue punture possono provocare forti <a title="Danni e precauzioni" href="http://www.gruppoindaco.com/infestanti/processionarie/danni-e-precauzioni/">irritazioni </a>della pelle in alcune persone.</p>
<p>Nei paesi industrializzati, dal dopo guerra fino agli inizi del duemila, di questo insetto si sentiva parlare sempre meno, ma negli ultimi anni abbiamo ricevuto sempre più chiamate per infestazioni da cimici dei letti. Sono diverse le cause che hanno contribuito al ritorno di questo insetto, e in particolare: la frequenza degli spostamenti di merci e persone nel mondo; resistenza ad alcuni principi attivi e insetticidi di vecchia generazione; e soprattutto le straordinarie <a title="Biologia e sviluppo delle cimici" href="http://www.gruppoindaco.com/infestanti/cimici/biologia/">capacità biologiche </a>e riproduttive della specie.</p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1249" title="protectabed" src="http://www.gruppoindaco.com/wp-content/uploads/2011/09/protectabed-150x150.jpg" alt="" width="133" height="135" /> Il Gruppo Indaco distribuisce un&#8217;intera linea di rivestimenti per materassi che aiutano a ridurre la popolazione delle cimici dei letti: il sistema di rivestimento <strong>Protect-A-Bed</strong>®, uno strumento efficace per prevenire e contribuire a gestire una infestazione da cimici dei letti. Tutti i rivestimenti Protect-A-Bed® sono stati testati in laboratori indipendenti e sono realizzati con tecnologia e materiale a prova di cimici e acari. Durante l&#8217;utilizzo del rivestimento le infestazioni iniziali o le riacutizzazioni possono essere gestite prima che il problema sfugga di mano. Se combinati con un programma completo di disinfestazione, i rivestimenti Protect-A-Bed® sono il migliore strumento per contribuire ad arginare le infestazioni causate dalle cimici dei letti.</p>
<p>Attualmente tra le imprese di disinfestazione solo quelle particolarmente attente e competenti hanno l’esperienza pratica per affrontare in maniera professionale la <a title="Cimici: controllo e disinfestazione" href="http://www.gruppoindaco.com/infestanti/cimici/controllo-e-disinfestazione/">lotta alle cimici dei letti</a>. Il successo delle operazioni di disinfestazione si ottiene solamente attraverso la combinazione ragionata di strategie miste, ovvero un controllo integrato dell’infestazione. In particolare prima dell’intervento operativo è necessario attuare tutta una serie di misure preventive, come:</p>
<ul>
<li>l’eliminazione dei materassi infestati, della moquette e carta da parati;</li>
<li>la rimozione, isolamento e sanificazione (a temperature superiori ai 60°C) dei tessuti presenti (tende, drappeggi, ecc.).</li>
<li>la rimozione delle masserizie (se particolarmente infestate utilizzare aspirapolvere industriale per la raccolta delle uova).</li>
</ul>
<p>A questo punto potrà essere eseguito un primo trattamento operativo di disinfestazione consistente nell’erogazione di insetticidi preposti allo scopo e un secondo trattamento a distanza di circa 10 giorni dal primo, che ha l’obiettivo di eliminare le cimici neonate dalle uova deposte presenti.</p>
<p style="text-align: center;"><em>La tabella di seguito sintetizza le fasi e i tempi dell’intervento di disinfestazione contro la cimice dei letti.</em></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1250" title="tabella cimex" src="http://www.gruppoindaco.com/wp-content/uploads/2011/09/tabcimex.jpg" alt="" width="330" height="176" /></p>
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		<title>Controllo ecologico delle mosche negli ambienti confinati</title>
		<link>http://www.gruppoindaco.com/2011/09/controllo-ecologico-delle-mosche-negli-ambienti-confinati/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 08:50:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gruppo Indaco</dc:creator>
				<category><![CDATA[HACCP]]></category>
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		<category><![CDATA[mosche mosca lampada trappola uv monitoraggio disinfestazione controllo ecologico casa ufficio locale]]></category>

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La casa, l&#8217;ufficio, un locale pubblico, può essere accessibile a diversi infestanti, ma soprattutto nella stagione estivo-autunnale, la presenza di mosche rimane il caso più frequente. Il controllo delle mosche è da considerarsi un fattore di primaria importanza nella gestione della salute pubblica. In ogni ambiente e contesto in cui questi insetti sono presenti, occorre &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.gruppoindaco.com/2011/09/controllo-ecologico-delle-mosche-negli-ambienti-confinati/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
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<p>La casa, l&#8217;ufficio, un locale pubblico, può essere accessibile a diversi infestanti, ma soprattutto nella stagione estivo-autunnale, la presenza di <a title="Mosche" href="http://www.gruppoindaco.com/infestanti/mosche/">mosche </a>rimane il caso più frequente. Il <a title="Mosche: tecniche di disinfestazione" href="http://www.gruppoindaco.com/infestanti/mosche/tecniche-di-disinfestazione/">controllo delle mosche </a>è da considerarsi un fattore di primaria importanza nella gestione della salute pubblica. In ogni ambiente e contesto in cui questi insetti sono presenti, occorre pianificare una corretta strategia di controllo, non solo per il disturbo che possono arrecare, ma soprattutto per le gravi problematiche di carattere igienico-sanitario.</p>
<p>Per il monitoragg<img class="alignleft size-medium wp-image-1226" title="shaasa - versione terracotta" src="http://www.gruppoindaco.com/wp-content/uploads/2011/09/shaasa3wp-300x224.jpg" alt="" width="152" height="109" />io e la cattura di mosche e altri insetti volanti negli  ambienti confinati, il Gruppo Indaco propone la propria gamma di <a title="Trappole elettro-insetticide a luce UV" href="http://www.gruppoindaco.com/prodotti/trappole-elettro-insetticide-a-luve-uv/">Trappole a luce UV</a>.</p>
<p><em><strong>Shaasa</strong></em>, una trappola UV unica nel suo genere, costruita in fine ceramica o in terracotta. Il sistema di cattura composto da una piastra collante permette il controllo ecologico degli insetti volanti negli ambienti interni e nelle attività soggette a procedure HACCP. <em><strong>Shaasa</strong></em> unisce funzionalità e design che la rendono ideale  sia per l’efficace azione insetticida, sia come complemento d’arredo per bar, ristoranti, alberghi, negozi, uffici e abitazioni private.</p>
<p class="mceTemp"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1243" title="trap wp" src="http://www.gruppoindaco.com/wp-content/uploads/2011/09/trap-wp-150x150.jpg" alt="" width="156" height="102" /><strong><strong><em>Trap 30/40/80</em>, </strong></strong>è la trappola professionale per il monitoraggio e la cattura massiva degli insetti alati adatta ad ambienti di grandi dimensioni.</p>
<p>Realizzata in due versioni – bianca smaltata e acciaio inox – è anch’essa studiata per quegli ambienti dove il controllo degli insetti è una necessità igienica imprescindibile, come industrie alimentari, collettività e pubblici esercizi, soddisfacendo a pieno le caratteristiche richieste dal sistema HACCP.</p>
<p style="text-align: right;">DOWNLOAD: <a title="Catalogo trappole uv" href="http://www.gruppoindaco.com/wp-content/uploads/2011/06/catalogo-2009-trappole-uv.pdf" target="_blank">CATALOGO TRAPPOLE UV</a></p>
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		<title>Zecche: un problema anche autunnale</title>
		<link>http://www.gruppoindaco.com/2011/07/zecche-un-problema-anche-autunnale/</link>
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		<pubDate>Wed, 20 Jul 2011 19:12:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gruppo Indaco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Danni e patologie]]></category>
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		<category><![CDATA[zecche]]></category>

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La zecca è un artropode appartenente, insieme a ragni, acari e scorpioni, alla classe degli aracnidi, che si attacca ostinatamente alla pelle, da cui succhia il sangue per giorni. Il morso di solito non è doloroso e non causa prurito, per cui può passare inosservato. I problemi che determina si limitano di solito a una &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.gruppoindaco.com/2011/07/zecche-un-problema-anche-autunnale/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
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<p><a href="http://www.gruppoindaco.com/wp-content/uploads/2011/07/wildlife_tick.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1235" title="zecca" src="http://www.gruppoindaco.com/wp-content/uploads/2011/07/wildlife_tick-300x225.jpg" alt="" width="176" height="136" /></a>La zecca è un artropode appartenente, insieme a ragni, acari e scorpioni, alla classe degli aracnidi, che si attacca ostinatamente alla pelle, da cui succhia il sangue per giorni. Il morso di solito non è doloroso e non causa prurito, per cui può passare inosservato. I problemi che determina si limitano di solito a una lesione locale nella sede della puntura, raramente seguita da sintomi generali. Alcuni tipi di zecca (<em>Ixodes scapularis</em>) possono trasmettere col loro morso gravi malattie, tra cui la <strong>malattia di Lyme</strong>.</p>
<p>Le zecche prediligono i climi temperati e le zone a maggiore umidità. Si trovano in prevalenza ai margini dei boschi, alla base dei cespugli e vicino ai corsi d&#8217;acqua.</p>
<p>Le zecche pungono da primavera ad autunno inoltrato, anche se non si possono escludere i mesi invernali.</p>
<p>Le zecche tendono a colonizzare le aree attorno agli edifici frequentate da cani, gatti, piccioni, roditori o animali selvatici.</p>
<p>Per il <strong>controllo delle zecche</strong> è innanzitutto necessario attuare <strong>misure di prevenzione</strong> sia nei centri rurali che in quelli abitati, eliminando sterpaglie e ogni possibile habitat favorevole allo sviluppo e alla riproduzione di questi parassiti.</p>
<p>Per quanto riguarda il trattamento degli animali domestici, si possono utilizzare antiparassitari di nuova generazione a base di <em>fioronil, </em>che ha efficacia sui neuro-trasmettitori delle zecche. È consigliabile affidare ai veterinari il trattamento diretto sugli animali domestici.</p>
<p>Gli allevamenti animali, e dove spesso vivono cani, sono siti che necessitano di interventi periodici di disinfestazione da affidare a personale specializzato.</p>
<p>Durante l’intervento diretto di disinfestazione, vengono ricercate e trattate con attenzione tutte le fessure e crepe dove possono trovare rifugio le zecche. A difesa delle abitazioni vengono effettuati trattamenti con formulati ad azione residuale a difesa di finestre, porte, e ogni altro tipo di apertura.</p>
<p>Nel trattamento delle superfici esterne viene posta attenzione alla presenza di intonaci che possono offrire molti nascondigli alle zecche, ad esempio gli intonaci graffiati, o altri tipi di costruzione, es. muri con pietre a vista.</p>
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