Imenotteri aculeati: caratteristiche e controllo

Imenotteri aculeati: caratteristiche e controllo

Tra le tante specie di imenotteri presenti nel nostro Paese, soltanto alcune possono ritenersi pericolose essenzialmente per la possibilità di inoculare il veleno attraverso la puntura. Occorre innanzitutto ricordare che in genere questi insetti pungono solamente per difesa. Gli imenotteri aculeati che possono venire con più frequenza a contatto con l’uomo sono rappresentati prevalentemente da api, vespe e calabroni.

Le api possono arrecare problematiche quando sciamano. La sciamatura delle api è un fenomeno naturale che parte del loro ciclo biologico e avviene una volta l’anno in primavera. All’atto pratico quando in un alveare (naturale o in un’arnia) nasce una nuova regina, quella “anziana” abbandona il nido portando con se parte della colonia di operaie per raggiungere un altro sito dove creare un nuovo alveare. Prima di trovare un sito idoneo, lo sciame detto “vagante” può sostare a ridosso degli edifici, sulle piante e in vari punti che possono essere frequentati dalle persone, rappresentando un rischio in quanto le operaie per difendere la regina possono anche pungere in massa. In altri casi è possibile avere a che fare con le “famiglie insediate”, ovvero sciami che hanno formato l’alveare in siti poco frequentati o temporaneamente incustoditi come sottotetti, cassoni delle tapparelle, magazzini, locali tecnici, ecc., rendendo spesso tali aree inaccessibili. Le api sono protette dalla legge e pertanto non possono essere trattate con insetticidi, solo gli apicoltori specializzati nella gestione degli sciami sono abilitati al loro recupero.

Vespe e calabroni, a differenza delle api, possono essere sottoposti ai trattamenti di disinfestazione. Nel nostro Paese sono presenti varie specie di vespe e le più comuni sono appartenenti ai generi Polystes (vespa cartonaia) e Vespula (vespa comune e vespa di terra). Le vespe vivono in colonie, da 400 a 80.000 individui che, nei nostri climi, sono presenti solamente durante la stagione calda, da aprile a ottobre. Esse costruiscono nidi complessi, caratteristici, detti favi, costituiti da numerose celle disposte orizzontalmente e realizzati con una sorta di cartone ottenuto impastando fibre vegetali. In genere vengono costruiti all’interno di cavità naturali di alberi o all’interno e a ridosso di manufatti (sottotetti, ringhiere, grondaie, canne fumarie, cassonetti, infissi, ecc.).

Il calabrone (Vespa crabro) è una vespa molto pericolosa perché è particolarmente aggressiva e date le sue dimensioni (2-4 cm di lunghezza), è in grado di iniettare una maggiore quantità di veleno. Le abitudini dei calabroni sono simili a quelle delle vespe, ma formano colonie molto più grandi nelle cavità degli alberi, nei comignoli dei camini, nel terreno, nei sottotetti, dove possono vivere centinaia di individui.

Di recente introduzione in Italia, il calabrone asiatico (Vespa velutina), anch’esso molto pericoloso per la sua aggressività e per puntura molto dolorosa, può causare crisi allergiche anche letali. Il rischio maggiore si ha soprattutto quando accidentalmente ci si trova nelle immediate vicinanze del loro favo. Inoltre il calabrone asiatico rappresenta una seria minaccia per gli apicoltori, in quanto è un abile predatore che caccia prevalentemente api da miele.

Vespe, calabroni e api inoculano, al momento della puntura, una certa quantità di veleno che causa una modesta reazione locale, caratterizzata da dolore e gonfiore. Si calcola tuttavia che una certa frazione della popolazione, può avere manifestazioni cliniche serie dovute alla reazione allergica che segue la puntura. Queste si manifestano in genere con una reazione locale estesa, caratterizzata da imponente edema ed eritema intenso, che si estende oltre la sede di inoculazione del veleno. I soggetti ipersensibili sono da considerare a rischio se nuovamente punti. In questo caso è probabile la comparsa di manifestazioni generalizzate che possono arrivare fino allo shock anafilattico. Gravi reazioni generali, anche in individui non ipersensibili, possono avvenire in seguito a punture multiple dovute ad attacco da parte di uno sciame di imenotteri. Esse possono diventare particolarmente infestanti in ambiente urbano, quando i residui alimentari non vengono correttamente smaltiti.

Le infestazioni urbane e peri-urbane sono dovute principalmente a vespe e calabroni. Tali infestazioni possono essere prevenute rendendo inaccessibili quei manufatti che più si prestano a ospitare un favo, eliminando scrupolosamente i residui alimentari e con il lavaggio e la disinfezione periodica dei cassonetti. Gli interventi di lotta consistono nella individuazione e rimozione dei favi, dopo averne eliminato gli insetti mediante erogazione di specifici insetticidi che hanno un’elevata azione abbattente e nel contempo sono molto volatili, quindi non lasciano residui nell’ambiente. Come metodo di controllo ecologico, possono essere utilizzate speciali trappole con attrattivo alimentare che catturano in massa vespe e calabroni. Queste trappole risultano utili anche ai fini di monitoraggio.

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