La Zecca del piccione: generalità, diffusione e controllo

La Zecca del piccione: generalità, diffusione e controllo

La sempre più comune diffusione dei piccioni nei centri abitati spesso è causa di seri danni all’ambiente, al patrimonio artistico (degrado di piazze, chiese, statue, palazzi) e alla salute umana, al punto che questo volatile può essere considerato a tutti gli effetti un infestante degli ambienti urbani.

La potenzialità riproduttiva del piccione, l’assenza di predatori naturali nei centri abitati, la grande disponibilità di cibo e di siti di nidificazione, hanno come conseguenza un notevole incremento della popolazione a discapito dello stato di salute dei piccioni. Questi volatili possono essere infatti infestati da vari parassiti, tra questi, Argas reflexus, meglio nota come la zecca del piccione, è senz’altro l’artropode ectoparassita più importante dal punto di vista della salute umana.

Come riconoscere la zecca del piccione

La zecca del piccione presenta il corpo appiattito delimitato da un bordo finemente striato, è privo di occhi. Essa di giorno si nasconde nelle vicinanze dell’ospite, e di notte si nutre su di esso. Mentre il pasto di sangue di ninfe e adulti è molto rapido (20-30 minuti) e può durare molti giorni. La femmina dopo l’ovodeposizione non muore ma è pronta per compiere un altro pasto di sangue.

Il ciclo biologico della zecca del piccione, si svolge attraverso le seguenti fasi di sviluppo: uovo, un numero variabile di stadi ninfali, da 2 (ciclo breve) a 4 (ciclo lungo), e adulto. La durata del ciclo di sviluppo è influenzata sia dalla temperatura che dalla umidità relativa. Ogni femmina depone in media un centinaio di uova alla volta in tre deposizioni distanziate l’una dall’altra di 5-6 settimane. Argas reflexus è in grado di sopravvivere ad escursioni termiche di notevole entità, questo le permette di insediarsi ad esempio in attici caratterizzati da un’atmosfera alquanto secca e da un’alta variabilità della temperatura.

Come si diffonde la zecca del piccione?

È una zecca tipica degli ambienti urbani e rurali, dove è elevata la presenza dei piccioni e, quando rimane priva dell’ospite per lungo tempo o è presente in numero elevato, invade le abitazioni e attacca l’uomo provocandogli talvolta danni molto gravi.

È attiva solo durante le ore notturne e si orienta verso le zone buie: infatti di giorno è facile reperirla dietro quadri, sotto cuscini o nelle screpolature dei muri. Viene attirata verso l’uomo per l’anidride carbonica emessa che percepisce attraverso specifici ricettori. La ricerca dell’ospite è anche influenzata da altri fattori quali: la temperatura, i periodi di nidificazione dei piccioni e dal comportamento dell’uomo stesso. Infine, nota a tutti è l’eccezionale resistenza di questa zecca al digiuno che può estendersi fino a sette anni.

La zecca del piccione svolge un importante ruolo nella trasmissione di agenti patogeni sia nel piccione che nell’uomo. Per quanto riguarda quest’ultimo, sono sempre più frequenti le segnalazioni di aggressioni, specialmente in prossimità di luoghi un tempo occupati dai piccioni. Nell’uomo, la puntura di questo acaro può dare origine a patologie cutanee, dovute all’immissione di tossine secrete con la saliva, durante il pasto di sangue. La puntura può provocare lesioni eritemato-papulose, rushes cutanei urticanti, con manifestazioni muco-cutanee, respiratorie, gastrointestinali e cardiocircolatorie fino allo shock anafilattico.

La capacità di A. reflexus di penetrare in ambienti ristretti, il suo alto grado di sopravvivenza e altri importanti fattori morfologici, fisiologici e comportamentali, rendono il controllo di questa zecca estremamente complesso. Le misure di prevenzione si concretizzano nel controllo delle popolazioni di piccioni attraverso i sistemi di dissuasione e allontanamento volatili più efficaci, rappresentati dall’uso di dissuasori meccanici (dissuasori a spillo, filo ballerino), dissuasori elettrostatici e reti anti-intrusione.

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